21 Novembre 2019

La community italiana di tecnologia e hardware

Meeting di tastiere meccaniche in quel di Firenze

Nella giornata di sabato 6 luglio 2019, per la prima volta sul territorio italiano, prendeva vita un incontro / mostra informatica incentrato unicamente sulle tastiere meccaniche.

In esclusiva per voi, noi di HWReload abbiamo partecipato all’evento e vi faremo conoscere una realtà ai più sconosciuta, ma molto attiva ed in crescita, intervistando gli organizzatori e i partecipanti di questa manifestazione.

Per iniziare a tutti voi sorgerà spontanea una domanda: di cosa stiamo parlando?

Abbiamo quindi chiesto ad Andrea (alias kerasan), fondatore di CCC di rispondere a questa domanda.

Ciao Andrea, l’evento di sabato è stato un successo e siamo contenti di esserne stati partecipi in una location tra le altre cose magnifica, ovvero Firenze, città d’arte e cultura.

Come fondatore di CCC vorremmo chiederti: cos’è questo Clicky Clack Club?

CCCp è un luogo “virtuale” e al tempo stesso un gruppo, ma è anche una passione più o meno intensa, nata casualmente ma evolutosi per la dedizione e la condivisione di tutti coloro che ne fanno parte, condivisione che è sempre stata e sempre sarà il focus di questa community, a partire dal titolo scelto da tutti che ne racchiude il tema, si parla di tastiere e si parla tra amici davanti ad un B52 fatto da Thai per liberarsi un po’ dalla frenesia e dalla routine delle giornate.

Sostanzialmente siete quindi un gruppo di amici di penna che condividono la passione per le tastiere meccaniche ed il buon bere, da più di un anno vi conoscete ormai, come mai solo ora avete deciso di incontravi e organizzare questa mostra?

Abbiamo deciso di procrastinare un eventuale raduno perché il gruppo essendo aperto a tutti (anche solo ai curiosi), ci ha messo un po’ a decollare. Si è atteso il fatidico momento giusto che in genere rischia di non presentarsi mai, ma grazie all’operosità ed alla costante voglia di alimentarsi l’un l’altro pian piano è emerso il desiderio e al tempo stesso la necessità di incontrarsi di persona per consolidare qualcosa in più di un semplice scambio di opinioni.

Questo tipo di eventi è comune? l’affluenza come la reputi? Come organizzatore sei soddisfatto?

L’evento è stato inedito, ufficialmente è il primo meeting riguardante tastiere e tutto il mondo che le circonda documentato in Italia, a livello internazionale esistono già da alcuni anni, da noi non era mai stato fatto prima, pertanto sono davvero molto contento, è un settore di nicchia purtroppo estremamente sottovalutato. Il nostro merito è quello di aver aperto le porte ad eventi come questo. Ci sono stati alcuni assenti ma non posso che essere soddisfatto di come si sia svolto il tutto, grazie anche alla location, l’hotel cellai di Firenze, che colgo l’occasione di ringraziare nuovamente, il quale ha permesso tutta la nostra esposizione, con grande rispetto di quello che stavamo facendo.

Ora parliamo di te, cosa fai nella vita e come ti sei appassionato alle tastiere?

Lavoro come fisioterapista quindi una disciplina che di per sé non ha nulla a che fare con l’ambiente informatico, ma ho avuto la fortuna di partecipare a progetti di ricerca e da lì la necessità di scrivere molto al pc. La passione è nata casualmente documentandomi e successivamente si è rafforzata trovando altri ragazzi che condividevano lo stesso interesse per le tastiere, fino poi a ripercorrere le tappe storiche delle tastiere meccaniche che esistono in realtà da molto più tempo di quanto si possa pensare, e non sono certo nate grazie al gaming, quest’ultimo ha avuto solo il merito di renderle più commerciali.

Hai portato vari prodotti interessanti da esporre, ce ne vuoi parlare?

per questioni logistiche ho dovuto scegliere una ristretta cerchia di prodotti, il criterio e la linea di pensiero era quella di mettere sui tavoli, build che potessero suscitare interesse per diversità, design e features, con un focus diretto sull’esperienza d’uso. Chi mi conosce sa che sono un appassionato di design in generale ed in particolar modo di design industriale, le mie build infatti strizzano l’occhio al bello (per me) ed indubbiamente hanno costi importanti per via dei materiali e dei rivestimenti utilizzati, seppur non necessari. Sono fermamente convinto che circondarsi di cose belle e di ambienti gradevoli aumenti la produttività, non sono io a sostenere ciò ma ci sono addirittura interessanti review sistematiche che ne attestano la veridicità, ma questa è un’altra questione che sarebbe interessante affrontare. I miei designer preferiti sono norbauer e RAMA, per citare alcuni prodotti da me portati possiamo annoverare: Norbaforce, norbatouch (build custom su base topre), RAMA m60-a, CA66 quest’ultime su base MX.

Cosa ci aspetta il futuro?

Di attivarci su più fronti e reclutare sempre più persone, la possibilità di organizzare eventi sempre più importanti è direttamente proporzionale alla crescita della community, questo resta certamente il principale obbiettivo. Avvieremo il canale Instagram, un eventuale gruppo Facebook e un ulteriore canale Telegram di news. Siamo già in contatto con alcuni sponsor per un prossimo meeting con l’augurio a tutti di non farselo scappare, perché è stato davvero un evento che ha lasciato il segno e tanto divertimento.

Per chi sa, ci si becca tra 1,2km!

Tra gli organizzatori siamo passati poi ad intervistare Luca, un appassionato ed esperto proprietario di pezzi vintage assai interessanti.

Luca, hai partecipato attivamente nell’organizzare il MeetUp, raccontaci un poco chi sei e come nasce la tua passione per le tastiere.

Sono un programmatore di computer da lungo tempo, ho iniziato negli anni ’80, mi sono specializzato nel settore acquisizione dati e controllo di processo e altre cose. La passione nasce dal fatto che passando molte ore maneggiando una tastiera davanti al computer, mi sono sempre trovato male col mouse fortemente decentrato sulla destra, ad un certo punto ho deciso che volevo una tastiera più stretta e mi sono avvicinato a questo mondo, scoprendo che, non solo esistevano tastiere più strette ma che esistevano dei capolavori di meccanica ed estetica. Credo che nessuno possa rimanere indifferente di fronte a certe realizzazioni e mi sono naturalmente appassionato.

Durante l’evento eri l’espositore più fornito, sei un collezionista giusto? come hai trovato questi pezzi vintage?

Per prima cosa ho studiato come funzionano le tastiere meccaniche, poi, accertato che quelle vintage spesso hanno componenti migliori di quelli moderni, ho iniziato a cercare nei mercatini dell’usato, dai demolitori, online, all’estero e via dicendo, pezzi d’epoca da cui smontare componenti per fare delle custom. Piano piano ho acquisito anche tastiere che sono delle icone del vintage in questo settore e le ho restaurate e spesso convertite per l’uso con i computer attuali.

Online sei molto attivo nel settore e come dici fai il restauratore di pezzi vintage, hai qualche consiglio o guida da poter consigliare a chi si approccia per la prima volta a questo mondo?

La mia prima fonte di informazione circa le tastiere vintage e il restauro è il forum di Deskthority, subito dopo YouTube, dove, cercando bene, si possono trovare ottimi video di metodi di costruzione e restauro. Io stesso ho pubblicato alcuni video su come restaurare e convertire tastiere vintage per l’uso di tutti i giorni.

https://www.youtube.com/channel/UC7vGewQIS8vY7HBuk-n8usA

Esistono tastiere usate che si possono acquisire dai demolitori o online per pochi euro, ineguagliabili per costruzione e qualità, basta armarsi di pazienza e olio di gomito e rimetterle a nuovo, basta sapere come fare. Un’altra possibilità è anche quella di iscriversi ad un gruppo di appassionati come quello a cui appartengo e farsi aiutare; condividiamo continuamente informazioni e organizziamo gruppi di acquisto per consentire a tutti di acquisire componenti e tastiere a prezzi calmierati, anche nel settore vintage.

Ci vuoi parlare dei pezzi che hai portato? Con te avevi dei pezzi di storia unici, quali sono quelli a cui tieni di più?

Ogni singolo pezzo che ho portato ha una sua storia singolare e sinceramente tengo a tutte nello stesso modo. Se devo esprimere una preferenza, certamente non mi separerei, parlando di vintage, dalla IBM 5291 detta anche “BigFoot”, per le sue caratteristiche meccaniche e per la particolarità di averla recuperata in una giornata di un caldissimo ferragosto da un demolitore che era in procinto di distruggerla di lì a poche ore. Sono molto geloso anche della mia custom Keebio Quefrency split, della quale ho progettato il case e l’estetica, oltre ad aver realizzato l’assemblaggio e la modifica dei componenti. È piacevolissima da usare e risolve molti problemi di ergonomia che invece hanno le tastiere tradizionali.


La BigFoot è sicuramente un ottimo esemplare, ci hai lavorato molto dietro e si vede, oltre che percepire alla digitazione. Come l’hai “coccolata”?

Questa “BigFoot” è stata completamente smontata, rimosso lo sporco, i caps trattati in bagno ad ultrasuoni asciugati e trattati al PTFE, rimossa la spugna interna e rifatta con l’uso di un punzone industriale, il pcb pulito con alcool isopropilico, poi riassemblata, aggiunto un controller per la conversione usb, sostituto il cavo a spirale e aggiunta a ogni molla una linguetta di filo interdentale per eliminare le vibrazioni. Il controller è stato programmato per estendere le funzionalità dei tasti e renderla utilizzabile con i computer moderni. Il risultato è una tastiera piacevolissima da usare, solida e indistruttibile, oltre ad essere un elemento di arredo molto particolare.

Di sicuro un lavoro lungo e certosino, ma per una IBM Model F che ha segnato la storia del settore direi che una seconda vita se l’è meritata. Oltre alle meccaniche IBM avevi altre tastiere particolari, che switch hai portato?

Certamente particolari, un paio di tastiere Televideo con switch lineari detti “space invaders” per la forma dello slider che ricorda appunto la faccina di un alieno e due tastiere Honeywell che in realtà celano meccaniche Microswitch, basate su un principio di funzionamento detto a effetto di Hall che non impiega contatti fisici per la determinazione della pressione di un tasto. Per questo motivo sono considerate le tastiere meccaniche più affidabili e qualitativamente migliori che esistano al mondo.

Passando invece al meeting, come ti è sembrato? Hai trovato interessante parteciparvi? Oltre al lato umano del socializzare dal vivo con il tuo gruppo, hai potuto mettere mano ad oggetti interessanti che non avevi mai visto?

Il meetup ha superato le nostre aspettative, le incognite erano molte ma tutto si è svolto per il meglio, questo ha favorito l’incontro di persone che sono giunte a Firenze da ogni parte d’Italia e il clima è stato rilassato e divertente fin da subito. Un meetup è l’occasione unica per conoscere le persone con cui scambi idee ed esperienze nei gruppi online ma anche e soprattutto il momento per vedere e provare tastiere, componenti e materiali che, data a volte l’unicità delle realizzazioni, non sarebbe altrimenti possibile toccare. Sono rimasto stupefatto dalla precisione di alcune realizzazioni e dalla qualità di certi componenti che saranno certamente il punto di partenza delle mie future realizzazioni; i meetup sono fondamentali se non si vuole rimanere fossilizzati nel ristretto ambito delle proprie realizzazioni, vista l’abbondanza di componentistica presente oggi sul mercato e l’assenza sul territorio di luoghi dove provare i componenti.

Che programmi per il futuro?

È ancora presto per parlare di organizzare il prossimo Meetup, siamo ancora impegnati nella raccolta del materiale fotografico da mettere a disposizione di tutti, soprattutto per chi non ha potuto partecipare a quello appena svolto. Certamente questa esperienza ci ha chiarito molti aspetti riguardanti l’organizzazione di questi eventi e soprattutto le modalità di svolgimento e le attività che vorremo proporre in futuro.

Con curiosità abbiamo conosciuto e intrapreso un intervista anche con il membro più giovane del meeting, che a modo suo ha dato vita ad una delle fasi più interessanti dell’evento.

Ciao Marco, parlaci un po’ di te e di come sei stato assorbito da questa passione.

Essendo uno studente molto impegnato mi piace passare i pomeriggi nei meandri di forum sconosciuti dove si possono trovare gruppi di appassionati per ogni cosa. Durante una di queste avventure capitai nel thread “modding/progetti tastiere” e qui entrai per la prima volta in contatto con questo singolare hobby. Inizialmente i costi e tutti i problemi che gli altri appassionati si ponevano per assemblare una tastiera custom mi fecero desistere dal provarci, un giorno però girando su reddit successe, fu un colpo di fulmine e mi innamorai della mia prima custom. Da lì iniziò anche la mia scimmia.

Durante l’evento è stata assemblata da varie persone la tua prima tastiera vero? ne vuoi parlare?

FORTUNATAMENTE è stata assemblata da più persone perché appena ho messo sopra le mani già stavo sbagliando tutto.

Questa tastiera ha una lunga storia: in pratica è una copia di quella di cui, come ho detto prima, mi sono innamorato, ed ha affrontato diverse peripezie prima di arrivare finalmente a me. Tra quelli che hanno partecipato al suo group buy io sono stato uno dei più fortunati e mi sono ritrovato tra le mani un bel gioiellino senza sborsare i soldi di una Rama. Grazie all’aiuto di Andrea, Daniel e Alberto nell’assemblaggio sono veramente soddisfatto di come è venuta.

Come si usa dire “l’unione fa la forza”

il meeting ti è sembrato riuscito? hai trovato prodotti interessanti esposti? qualche preferenza di cui vuoi parlare?

Come prima esperienza è stata davvero un successo secondo me.

Tutto quello che ho visto è stato interessante, soprattutto le due hall effect portate da Luca mi hanno veramente colpito sia per bellezza che per feeling. Un’altra tastiera che mi è piaciuta molto era la norbaforce di Andrea con GMK Serika, magnifico set con il quale ho un interminabile rapporto di amore e odio. Infine per tornare su qualcosa di più “commerciale” ho apprezzato molto la Leopold FC660M con EPBT BoW.

Da parte di tutti i partecipanti ed espositori la manifestazione sembra essere riuscita nell’intento, ed anche noi non possiamo che confermare l’entusiasmo dimostrato da tutti e la qualità delle tastiere portate in mostra che, spesso, ha attirato l’attenzione di membri esterni all’evento presente nell’hotel oltre a passanti che si soffermavano a guardare dalle portefinestre della sala.

Il tempo passato in compagnia del CCC è sicuramente stato assai proficuo, le lunghe spiegazioni di Luca appassionavano anche i “non addetti ai lavori” e il laboratorio organizzato durante l’assemblaggio della Canoe di Marco ha lasciato sicuramente molta voglia di emulare anche a casa la costruzione di una buona meccanica per l’uso di tutti i giorni.

A tal proposito consigliamo a tutti una visita alla guida scritta da Thai sul nostro forum, vi guiderà passo dopo passo all’assemblaggio di una meccanica semplice ma dall’ottima qualità.

https://forum.hwreload.it/threads/come-costruire-una-tastiera-meccanica-livello-newbie.1460/

Frequentando la sezione periferiche potrete inoltre consultarvi con molti membri del gruppo CCCp.

Ringraziamo quindi tutti gli organizzatori e partecipanti per il tempo che ci han dedicato prima e dopo l’evento e auspichiamo all’organizzazione di un evento più grande nel breve periodo.

Buon click clack a tutti!

Related posts